#UnDialogoRinascimentale

“Io credo, Leon Battista, che occorra, nell’Arte, un altro modo di rappresentare le cose; un punto di vista diverso, che dia profondità a ciò che, oggi, si trova meramente in superficie. Non sei d’accordo?”

“Che cosa intendi, Filippo: forse che non bastano più i quadri e le strutture odierne, le immagini stantie, prive di verità della scultura, dell’architettura e della pittura medievali?”

“Esattamente. So di portare avanti un’idea in un certo senso eretica, ma la mia convinzione è che non si possa prescindere, se si vuol comprendere la realtà, dall’andare oltre ciò che sta davanti, per porre gli oggetti in uno spazio che lasci intravedere anche il dietro che li sostiene.”

“Dunque, lasceresti spaziare lo sguardo, a partire da un unico punto di fuga centrale, a destra e a sinistra come se si potesse ampliare l’orizzonte, e penetrare nei meandri del piano quasi disegnando tutte e tre le dimensioni?”

“Così io penso si possa e si debba fare.”

“Ebbene, la tua idea è per l’appunto balzana. Eppure, perché no, mi attira e invoglia a tentare la strada. Una strada difficoltosa, non lo nego, e nondimeno nuova, come non la si udiva da tempo.”

“Tutte le nuove strade risultano difficoltose; se così non fosse, chiunque le percorrerebbe e non sarebbero tali. Ma vieni con me, ti mostrerò che questo è ciò che la modernità chiede alle nostre menti e alle nostre mani d’artisti: offrire il mondo da un’altra prospettiva, più completa, più veritiera.”

“Ti aiuterò, sii certo, nel tuo ottimo progetto.”