#LaMiaMorosa

Succede sempre più spesso che Paola passi a prendere Alfredo da quando vive nella struttura per anziani che i figli hanno scelto, e vada a fare due passi con lui. La intenerisce sentirlo chiacchierare della legione straniera, di come è scappato per tornare sui suoi monti a tagliare l’erba senza mezzi meccanici, con attrezzi di cui lei nemmeno conosce il nome. Le pare di imparare cose che non sa e di tuffarsi in un passato che non conosce. Passano sempre al bar in piazza, bevono qualcosa, Alfredo è ironico e burbero insieme quando commenta quelli che passano. Sorride beffardo quando li saluta Giovanni, suo coetaneo. Aspetta che si allontani per considerare quanto sia invecchiato male “quel ragazzo”. Se glielo chiedi, Alfredo non sa dire che giorno sia oggi e nemmeno dove abita, anzi, parla di una casa che non c’è più da quando è morta sua moglie. Ha vissuto con un figlio, fino a quando ha smesso di dormire di notte e ha iniziato a scappare, cercando qualcosa di cui non si ricordava. Quando rientrano Alfredo è sempre un po’ nervoso. La nuova nuova infermiera che li accoglie, prova a distrarlo: “Alfredo, ma come è bella sua nipote.“. Lui borbotta offeso: “Ma quale nipote e nipote… l’è la mia morosa!“. Paola pensa alle volte in cui Alfredo le detto che assomigliava alla moglie. Allora sorride all’infermiera che ha nello sguardo la paura di aver sbagliato qualcosa e la rassicura: “E’ solo una questione di prospettive. Lui mi guarda dal cuore, da lì vede la sua morosa.