#IlpiccoloViziodiunBravUomo

Dovrei vergognarmi? Forse, ma non riesco.

Non bevo, non fumo, non faccio uso di droghe: non mi piace nemmeno il caffè. Non dico parolacce. Ancor meno bestemmie. Non mi permetterei mai. Non faccio pensieri impuri sulle donne. La sola che abbia mai sfiorato è mia moglie e solo quando lo desidera anche lei. Desiderava, ora succede meno spesso. E sono un impiegato zelante: “ce ne fossero come te”, dice il mio capo.

Non mi arrabbio mai, faccio il mio lavoro e anche quello dei colleghi quando serve, senza alzare la voce o litigare: non fa per me.

Sono un uomo tranquillo e per bene. Non ho mai giocato d’azzardo, nemmeno una schedina. Non ho cattive abitudini, mangio sano, cerco di camminare e tenermi in forma.

E ogni sera faccio visita a mia madre. Si sente sola da quando papà non c’è più e la mia presenza, i fiori che le porto, la allietano.

Sì, posso dire di essere un brav’uomo. Allora no, non mi vergogno, non chiedo scusa del mio solo piccolo vizio.

Non è piccolo? Forse, ma in fondo non faccio male a nessuno… sì, a qualcuno sì, ma non lo pratico spesso, non più di una volta al mese. E scelgo solo vittime che non mancheranno a nessuno: anziani soli e già malati, barboni, tossicomani, prostitute, quelle vecchie e stanche che non hanno più clienti. Sono felici quando le abbordo. È quasi una buona azione: regalo loro un sorriso, prima. Certo, le faccio soffrire, mi direte, ma devo pur divertirmi: non fumo e non bevo, non dico parolacce, non guardo filmacci.

È il mio solo piccolo vizio.