#SettimoComandamento

Silvestro, 43 anni, sacerdote.

Il giorno della sua laurea in giurisprudenza ha abbracciato suo padre e, accarezzandogli la barba, gli ha detto che no, non avrebbe fatto il notaio come lui, che non gli interessavano la carriera e i soldi. A lui interessavano le persone, e che per lui la vera ricchezza era seguire l’esempio di Gesù.

Si era allontanato con il suono della sirena dell’ambulanza nelle orecchie. Suo padre superò quel malore ma non gli rivolse più la parola.

Da allora non si era più fermato. Il seminario, due anni di missione in Congo, le periferie complicate di Palermo prima e Genova poi.

In un paese della provincia viterbese erano arrivati a bloccare la strada statale per protestare contro il suo trasferimento.

È un’ingiustizia!” urlavano, “è una cattiveria!

È bravo a fare il prete. Regala sorrisi e conforto a chiunque.

Tutti gli vogliono bene ed ha una canonica piena di libri da regalare ai suoi parrocchiani.

È bravo a fare il prete, ma senza gioia.

Tutti gli vogliono bene ma il suo garage è pieno di bici rubate.

La soddisfazione del furto con tronchesina… impagabile!