#ViziDiOpinione

Puntuale alle 20:30 pigiava il tasto di quel telecomando scolorito, liso. Il divano aveva la forma di una fossa comune dove le idee morivano ogni giorno. Il signor Franco iniziava la sua maratona intellettuale fino alle ore piccole, per vedere le repliche della mattina e del pomeriggio.

Opinionisti, costituzionalisti, giornalisti, un mare di “isti” donavano al signor Franco la speranza di costruirsi un’opinione propria, il potere di possedere la verità, la franchezza di sorridere all’ignoranza e la caparbietà di vincere i confronti.

Il signor Franco lanciava una moneta in aria, e nel riprenderla accarezzava il bordo zigrinato. Nuova di zecca.

“Crisi di governo, lo spread vola e le borse crollano.. bla bla.. il Presidente della Repubblica… sbagliato.. giusto..gialloverde… cambiamento.. bla bla.. mossa politica non istituzionale.. bla bla”.

Il signor Franco strabuzzò gli occhi e pigiò il tasto rosso del telecomando. Alle 2 in punto usciva di casa, prendeva la sua Panda verde petrolio. Direzione Las Vegas.

Ogni sera il signor Franco aveva il vizio di spegnersi davanti l’effimera verità delle opinioni altrui, la giocata dopo era solo un lieve palliativo.