#BelleArti

Un temporale estivo. Breve ma inevitabile.

Giulia si asciuga la fronte con il dorso della mano.

Stamane ha osato un vestito leggero al posto dei jeans e delle scarpe comode.

È completamente bagnata e mentalmente rivolge un insulto alla sua amica Fede ed alla teoria per cui “l’uomo della propria vita può essere ovunque e non ci si può far trovare spettinate e, mio Dio, con scarpe-da-ginnastica!”.

Giulia fa la guida turistica. Su un autobus a due piani. Porta a spasso i turisti giapponesi e in un inglese scolastico descrive le bellezze della capitale senza neanche più guardarle. I turisti sorridono e fanno a gara a condividere le foto con i monumenti.

Ha studiato all’accademia delle belle arti. Ha un talento raro per la scultura.

“Bella di papà, hai le mani d’oro ma hai sbagliato secolo” le ripeteva suo padre.

Dopo la poggia un ingorgo ha paralizzato la città.

I giapponesi non sorridono più ma vogliono a tutti costi continuare il giro turistico. A piedi.

Un selfie al Colosseo. Per forza.

Il microfono che usa per parlare si è bagnato e non funziona. Deve urlare tutto il tempo per farsi ascoltare

Torna a casa stanca e senza voce, vuole solo dormire e farsi una doccia.

Un odore familiare la scuote dall’apatia.

La nonna in cucina sorride e annuisce per un secondo, poi la spedisce in bagno a lavarsi le mani.

Ai tempi “duri e puri”dell’università si vergognava un po’ a pensarlo. Ma poi si è arresa.

La parmigiana di melanzane della nonna.

Anche questa è arte.