#DaParte

Il calzolaio lo faceva mio nonno prima di me. Mi ha insegnato lui l’arte, almeno c’hai un mestiere, diceva. Infatti io quello volevo fare, il mestiere dico, ché a fare le scarpe della gente ricca alla fine si sta bene. Magari tu le scarpe non ce l’hai, che ne sai tu delle scarpe comode fatte a mano che al massimo avrai portato gli zoccoli di legno quando andavi alla chiesa la domenica. No, mio nonno cuciva scarpe per la gente ricca, di pelle morbida, e quelli lo pagavano, lo chiamavano pure per nome, come se fosse amico loro. Fare l’orlatura è mica cosa da poco, è da veri artisti, e mio nonno me l’ha insegnato, impara l’arte, diceva, e mettila da parte. Io le riconosco, le scarpe buone, mica come queste che porti te, ma che ne vuoi capire tu. Toh, senti i cannoni come sparano, qua finisce mica che moriamo, ché io devo tornare a far le scarpe. Che questi scarponi qua, questi scarponi son di cartone, guarda nel fango si sfaldano come pane mollo. Mica come le scarpe fatte a mano, che averle ora qua, dico, averle ora qua sai che piedi caldi. Certo se sparano così ci beccano, eh, sai che brutto morire senza avere i piedi comodi, certo che ne sai tu. Via, t’han mica beccato? Va’, morire con ‘sti scarponi ai piedi… però i tuoi son più nuovi dei miei, eh? Tanto a te non servono più, mica te la prendi, eh? Ché io poi imparata l’arte, io, poi me li rifaccio nuovi appena finisce la guerra.