#IlLadro

Forse che tutto era relativo? Questo non poté chiederlo, perché un ladro entrò nella chiesa, subito dopo che il prete ebbe preso l’importo dalla cassetta per contarne l’ammontare, e lo rapinò minacciando i pochi, inoffensivi presenti con una pistola, per poi fuggir via in fretta e furia.

Si trattava, in realtà, di una pistola giocattolo, ma il prete e gli assistenti laici al suo seguito non potevano certo immaginarlo o, comunque, non ne ebbero il tempo né la lucidità, presi come furono dallo spavento.

Non bisogna biasimare quest’uomo: Monia lo perdonava ogni volta. Egli rubava semplicemente per dar da mangiare a sé e ai propri figli, lasciatigli da una donna incurante, non scorgendo altro modo. Di uno dei bambini era appunto la pistola con cui commetteva i suoi piccoli furti, con diligenza e impegno quotidiani.

Comunque, non avrebbe mai fatto del male ad alcuno, né si sarebbe opposto a una punizione per quel che faceva, sapendosi fuorilegge. Ma la legge non sapeva assicurargli un lavoro stabile e remunerativo, perciò era caduto nel cattivo giro del ladrocinio, un circolo vizioso da cui non riusciva a uscire. Non trovava, infatti, alternative percorribili: era lesto nel rubare, solo in questo eccelleva, e questo doveva bastargli.

Tale era dunque la situazione in cui si barcamenava rischiando spesso la pelle o la galera. La moneta aveva vissuto momenti peggiori e non si lamentava; solo le dispiaceva per quei pargoli, teneri, innocenti e privi di futuro, proprio come il padre loro.