#Fiatlux

Deve essere cominciata dopo che mi sono mosso, la fine del mondo, dico.

Non l’ho fatto perché stavo scomodo, stavo bene, stavo lì e basta. Ero il mio grumo, il mio fagotto, il mio calore bagnato, il sapere della mia bocca. Vivevo per toccare tutto quel morbido, per farmi attraversare dalle onde di Suono che mi rassicurava, anche se non lo vedevo lo aspettavo sempre. Suono mi diceva che il mondo c’era ancora

Poi mi sono mosso. C’è stato un ordine, sapevo di dovermi muovere, ma non come facevo sempre, come quando giocavo a toccare il morbido e a ingoiare il bagnato. No, stravolta ho sentito morbido diventare duro all’improvviso e stringermi per cacciarmi via. Anche bagnato vuole che scivoli via con lui. Ma dove? Suono vibra forte e male adesso, sento che ha tanta paura, come me. La mia casa mi sta spingendo via, io non voglio morire, cerco di aggrapparmi a quello che fino ad ora mi aveva accolto e circondato, ciò che prima mi cullava e ora mi stritola.

Sono morto. O forse no, sono solo in un altro posto. Quando sono stato spinto via qualcosa mi ha colpito gli occhi senza che provassi dolore.

Ho una nuova casa ora, anche se gli occhi ancora sì chiudono se la guardo troppo a lungo. Mi circonda come prima facevano morbido e bagnato. Provo a prenderla, tendo le braccia, muovo le dita, ma lei sfugge, anche se non se ne va. Mi permette di vedere tutto,  di vedere finalmente Suono che viene da me, mi prende e mi stringe come quando ero dentro di lei.