#LaPrimaVolta

Non potrei descriverti, perché non ti ho mai vista.

Posso dire, però, che odore hai per me: il profumo di fiori di una giornata di primavera. O quello del mare la mattina presto, quando il sole è sorto da poco e la spiaggia è ancora semideserta.

Posso dire anche che rumore fai. È il cinguettio assordante degli uccelli, o il verso ipnotico delle cicale in piena estate. O anche la voce dei bambini che giocano al parco nei giorni di sole.

Hai anche un sapore, secondo me. Il gusto del gelato, quello di un panino mangiato in un picnic sull’erba. E quello salato dell’acqua di mare.

Sembra paradossale, ma mi è sembrato anche di toccarti. Quando ho sfiorato i petali vellutati di un fiore, o affondato le dita nella sabbia fine della spiaggia, calda sotto i raggi di un sole già alto.

Non potrei descriverti altrimenti, perché finora non ti ho mai vista.

Sento il tocco delicato delle mani del dottore che tolgono le bende.

Il mondo sembra essersi fermato per aspettarmi.

Continuo a tenere gli occhi chiusi. Ho paura.

Lentamente, molto lentamente, sollevo le palpebre.

Non ti avevo mai vista prima, ma ora che ti vedo ti riconosco immediatamente.

Un’esplosione buona. Un abbraccio che scalda.

Spalanco gli occhi e la bocca in un unico, enorme sorriso.

Allora è così che sei, Luce.