#Editoriale 5.3

Un Felice sabato a tutti voi lettori e novellieri.

Diciamo la verità a un certo punto volevamo essere tutti imprenditori.

Diciamo la verità, ci hanno venduto questo sogno insieme all’Iphone.

Del tipo: Che lavoro fai? Ma sai, io sono imprenditore di me stesso, sono un fico incredibile e Steve Jobs me spiccia casa.

Due settimane fa, con l’inizio della rivoluzione della “ricerca della qualita’” (4.9) ho provato a riflettere un po’. Non lo faccio spesso, di solito preferisco stare sul divano ad oziare (4.7) lasciando il cervello vuoto (il tutto per combattere l’ansia che mi accompagna da una vita e cresce insieme a me).

Se mia moglie me lo chiede, sto meditando, ma è un’arte che devo ancora affinare.

Finito di riflettere ho iniziato a leggere un nuovo libro: “Psicopolitica” (lo devo ancora finire)

“La libertà neoliberale” intende “l’io come progetto” … “Viviamo una fase storica particolare, in cui la stessa libertà genera costrizione. La libertà di potere produce persino piu vincoli del dovere disciplinare che esprime obblighi e divieti.”

Una nuova forma di sfruttamento. (Vabbè forse sto a esagerà, ma questo è il concetto.)

Quel che sperimentiamo oggi a lavoro nei contesti più disparati è un continuo auto-consumarsi per il raggiungimento di un progetto idealizzato da noi stessi.

Eppure, essere-liberi originariamente significa essere tra amici.

Essere liberi significa, quindi, nient’altro che realizzarsi insieme. Libertà è sinonimo di comunità felice.

Per cui:

1 – Sono fiero di essere stato libero insieme a voi al primo raduno di microtales.

2 – La rivoluzione della settimana è costruire relazioni e comunità felici.

3 – La Parola della settimana è Mare