#Intermezzo(VI)

Una volta, il ladro incontrò una ragazzina per la strada, e se ne innamorò. Era sul ciglio del marciapiede a chiedere l’elemosina, quando la intravide fermandosi. Lei lo guardò coi suoi occhioni da cerbiatta, lucidi di lacrime sgargianti, cosicché, impietosito, non poté fare a meno di lasciargli la moneta da un euro, che aveva nella tasca, in un moto di compassione e – non voleva ammetterlo a se stesso ma tant’era – d’amore. Forse proprio questo amore incarnava il senso esatto della parola cristiana ‘carità’, che Monia aveva sentito più volte pronunciare nelle omelie del giovane uomo di chiesa che era stato in passato, seppur per breve tempo, suo padrone. Vero è che lei era ancora adolescente e lui già adulto: ma quale confine dare a una passione tanto repentina e avvolgente? Sarebbe stato un peccato non muovere il braccio per togliere qualcosa da sé, donandolo all’altra. Ecco, un solo euro per lei era prezioso, valeva un po’ di pane per nutrirsi, chissà.

Non si soffermò ancora, seppure gli piangeva il cuore ad allontanarsi. Sapeva infatti che sarebbe stato sconveniente avvicinarla, vista la differenza di condizione e di età. L’avrebbe più rivista? Lui sarebbe passato molte volte per quella via nella speranza di incrociare di nuovo il suo sguardo, di udire ancora il suo “grazie” dopo l’elemosina, e contemplarne il triste, imbarazzato sorriso di riconoscenza.

Monia non aveva la certezza di tutto questo, ma lo immaginava. Perché in fondo, il ladro era una persona buona.