#IlLibroDelMare

Il tuo libro preferito aveva il mare sulla copertina.

La cosa buffa è il fatto che io non riuscissi mai a ricordare il nome di quel libro, mi sfuggiva sempre di mente. Quando lo vedevo sul tuo comodino, mentre eri intenta a leggerlo per la millesima volta, ti chiedevo sempre come si chiamasse. Tu sorridevi dicendo: “Mi scordo sempre i nomi, questo lo chiamo il Libro del Mare” e così ho iniziato fare anch’io.

Il protagonista di quel libro viveva in un paesino pugliese e quando apriva le finestre al mattino guardava l’alba riflessa tra le onde. A te era sempre piaciuto il mare ma ti era toccato in sorte di vivere in un paesino immerso tra odiose colline che tagliavano in due la pianura come crepe nel legno. Ma a te non importava; quando avevi voglia di sentire la salsedine aprivi il Libro del Mare o, semplicemente, ne contemplavi la copertina e ti sentivi subito meglio.

Nell’ultimo mese, quando la malattia ti aveva ormai trasformata, il Libro del Mare era sempre con te. Lo tenevi sul comodino anche se non eri più in grado di leggere. Guardavi la copertina e abbozzavi il sorriso stiracchiato di chi riconosce un panorama familiare.
Avrei voluto portartici al mare, sarebbe stato il mio regalo di compleanno. Purtroppo te ne sei andata a tradimento, in silenzio, senza disturbare nessuno.

Ora sono qui, il nostro Libro del Mare stretto tra le mani e per quanto il dolore sia forte, scopro che avevi ragione tu.
Mi basta guardare la copertina per sentirmi subito più sereno.