#Passaggio

Usciamo dalla discoteca che è già l’alba, ma lo sapevo perché dalla sala centrale c’è una vetrata grande quanto un muro e, per quanto sballato, riesco ancora a distinguere la notte dal giorno.

Infatti, il problema non è tanto quello, quanto il fatto che non ci siano più due posti liberi tra tutte le auto per tornare. Saremo una ventina, e siamo arrivati tutti in macchina, sinceramente non ricordo con chi sono arrivato, ma comunque ora siamo a piedi in due. Qualcuno potrebbe essersi venduto metà macchina per tirare su qualche soldo, pensiero che mi fa controllare istintivamente che tutte le vetture nel parcheggio siano integre, come in effetti sono.

Fa niente, fumiamo un paio di lotti (cilum), salutiamo gli altri e ci mettiamo in cammino. Quando ci sorpassano, gli stronzi strombazzano col clacson che possono anche ficcarselo nel culo, poi cala il silenzio della mattina presto, e io e il mio socio ci impieghiamo una bella oretta ad arrivare, ma con tutta l’anfe che abbiamo in corpo neanche la sentiamo la fatica. Abbiamo anche dovuto combattere con dei cigni che ci sbarravano la strada lungo il canale, già immaginavo i titoli: fattoni uccisi da uno stormo impazzito di cigni. Alla fine ci siamo fatti da Ca’maiore fino a Forte dei Marmi tutta a piedi. Sono stato parecchie volte a Forte dei Marmi per andare a ballare, non ho mai visto il suo mare.