#Scarlett

Quella birra è deliziosa. Profumata e amara, come piace a te.

Non ricordi quante ne hai bevute, ma ti accorgi che camminare diritto non è un esercizio così semplice, adesso.

E, maledizione, devi fare pipì.

Ora, subito.

Decidi che il vicoletto buio è l’ideale per la tua urgenza. Pochi passi rapidi, ti posizioni di traverso, sospiri forte la tua liberazione.

Una risata alle tue spalle ti sorprende, una risata allegra, di donna.

Un vestito leggero, sorride dolce ed è bellissima.

Ti avvicini, poi ti blocchi. Impietrito.

Non può essere vero. Stai sognando. È Scarlett Johansson! La donna ideale di milioni di uomini. E pure la tua.

Come nella canzone chiudi gli occhi per tre volte ma la ritrovi sempre li, davanti a te e, dannazione, deve averti visto pisciare contro il muro. “Ottima presentazione”, ti dici.

Nonostante tutto ti sorride come nella locandina di quel film.

Con la testa inclinata e le fossette disegnate sulle guance.

Roma d’estate. Tu e Scarlett. Camminate per ore.

Ti parla con la bocca vicino all’orecchio. Impazzisci per la sua voce roca. E poco importa se capisci la metà delle cose che ti dice.

Sotto al suo albergo ti chiede di salire.

Basta, è troppo. È un’esagerazione. Anche per un’allucinazione.

Corri. Via, lontano da quel sorriso e dal dito medio alzato che ti mostra ora.

Tre giorni dopo su Repubblica, in un’intervista, ritrovi quel sorriso e leggi di lei che racconta di una folle notte romana e di un tipo che sul più bello è scappato via.