#UnNuovoMondo

Mi ritrovai in una vecchia biblioteca, stracolma di scaffali e vecchi tomi impolverati.
Strinsi i denti e mi rialzai, notando subito quanto fossi sporco di sangue. Pochi metri più avanti, superato qualche vecchio mobilio, notai una scala di legno che mi avrebbe portato su: forse per il buio, o forse per la stanchezza, ma non riuscii a capire dove potesse esattamente portarmi. Scacciai via quella domanda dalla mia testa e iniziai a risalirla. Il crepitio di un fuoco in un camino, la risata di un bambino: dopo poco arrivai a destinazione.
“Ciao, io sono Ariamis.” mi fece il bimbo, senza neanche voltarsi. Seduto su un enorme sgabello, aveva con se pennello e colori: di fronte un enorme tela, sulla quale il piccolo stava dipingendo il profilo di una enorme città. Ripresi fiato, mentre Ariamis sembrò leggermi la mente: “Non temere, siamo ancora in tempo. Qual è il tuo nome?”
“Yarnham.” Tossii violentemente. Del sangue venne fuori dalla mia bocca, sentii il petto bruciare.
Ariamis poggiò la sua piccola mano su di me, cercando di pulire il sangue dal mio viso con un panno di stoffa. Con l’altra mano intinse poi il pennello, sporco del mio sangue, dopodiché continuò a dipingere.
“Yarnham è perfetto come nome: chiamerò così questo nuovo mondo.”
Ipnotizzato, osservai il dipinto prender vita. E mentre tutto intorno a noi crollava, un nuovo mondo prendeva vita.
Allungai la mano verso la tela: una calda oscurità m’avvolse in un istante. E poi il silenzio.