#Splendidi

Due figure guardano lontano, si stringono per trattenersi dal baratro, dal nulla, dall’amore. Lei instancabile costruttrice di castelli in aria, lui cinico disilluso, le loro conversazioni battute di un film non scritto. Correnti opposte destinate una verso l’altra a fondersi in una tempesta. Non circondarti di false attese – le diceva e aveva ragione. Prova a vivere con più leggerezza – non ne sono capace – rispondeva amaro con quel tono sconfitto, di chi non aspetta, che le dava i brividi. In bilico tra il non detto, sapendo di non poter chiedere più di così: non siamo destinati, si ripetevano. Avevano smesso di credere alle seconde occasioni, alle promesse di un forse, non aspettavano alcuna salvezza, avrebbero ceduto per arrendersi alla possibilità di essere splendidi insieme? Siamo l’ennesima illusone ma non possiamo permettercelo, non noi. La frase più vera e crudele. Inutile parlare – le ripeteva, mentre avrebbe voluto farlo per ore, del tempo come una condanna e della vita che li aveva sconfitti. Lei gli sorrideva scuotendo la testa – fallo lo stesso – pensava – sai, ho qui una lista di cose molto stupide se solo tu, se solo noi… Eppure io conosco te e tu, me. La certezza di una meraviglia appena sfiorata, nessun colpevole, è la vita, si dice così, è stato così, storie perfette non in sincrono. Lei ha tra le mani una foto mai scattata, ridono, lì dove si erano detti una volta, una soltanto, sarebbero andati via insieme. Nemmeno ci hanno provato a prendersi per mano.