#Fallout 👴🧑

Ricordo ancora piazza Vittoria, lì vicino vivevano i miei nonni materni in un vecchio palazzo ottocentesco solidamente costruito con pietre di tufo giallo. Mio nonno, che da ragazzo aveva vissuto la guerra, ogni domenica mattina scendeva con me in piazza a comprare il pesce, ricordando quanto fosse solamente un sogno mangiare tali prelibatezze in tempo di guerra. Ricordo ancora le sue camicie di cotone leggero ed il suo viso sempre rasato e profumato.
Spesso in piazza salutava qualche vecchio compaesano con il quale non scambiava più di qualche convenevole perché preferiva di gran lunga parlare con me, descrivermi come fossero diverse quelle strade e quella piazza, descrivendomi le macerie, i soldati e le persone perseguitate dalla guerra.
Un giorno gli chiesi il perché della guerra, lui rispose che esistevano uomini malvagi che usavano tutto, soprattutto le paure della gente, per i loro scopi.
Quegli uomini parevano così lontani ed invece esistono ancora oggi, li vedo davanti a me proprio adesso. Mi ritrovo in questa stessa piazza a distanza di trent’anni, nell’anno 2025, a guardare lo stesso paesaggio che vide mio nonno ottanta anni fa.
Marciano i soldati, i carrarmati, i perseguitati di turno incatenati tra loro e trattati peggio delle bestie.
Fa freddo ed assieme alla neve cade la polvere dovuta ai recenti bombardamenti, gli alleati la chiamano fallout. A me sembra che, oltre ad essa, sia caduta soprattutto l’Umanità. Di nuovo.