#LIstintoSolidale😤🌍

“Come pretendiamo d’accogliere questi stranieri, gente diversa, con altre culture e tradizioni, idee e abitudini, quando non siamo in grado di accogliere noi stessi nel nostro luogo; noi italiani nello Stato italiano? I giovani non hanno lavoro, né pensioni, non vedono presente e neppure futuro. Di case popolari e cibo economico non ne scorgiamo l’ombra: li riserviamo a loro, sempre più poveri di noi, nullatenenti. Le scuole non accettano i nostri figli, e ci fanno pagare salata quell’istruzione che loro ottengono facilmente gratuita. Lo stesso dicasi per le cure mediche. Quante associazioni li sostengono, mentre noi non ci sosteniamo? E quanti stranieri finiscono per delinquere in strada, o s’appropriano del nostro lavoro contentandosi di salari miseri e nessun diritto? E noi continuiamo a farli entrare nel nostro paese, senza un criterio né una tutela per chi qui è nato e cresciuto!”.

Questo diceva al suo vecchio amico, passeggiando sulla spiaggia affollata in estate.

Delle grida di aiuto interruppero la loro conversazione, attirando l’attenzione dei bagnanti. Un ragazzo nero, di sembianze già adulte, era stato gettato in acqua da taluni che si sentivano disturbati dal suo vendere teli e bracciali lungo la costa. Non sapeva nuotare.

D’istinto, il nostro uomo corse verso di lui, senza pensare. In un attimo si tuffò, lo afferrò a nuoto con un braccio e lo riportò a riva sano e salvo. L’amico, osservando la scena, gli disse: “Ecco confutato il tuo discorso”, e rise di cuore.