#reset pt.2😤🤪

I capelli, un poco biondi un poco neri, gli calavano disordinati sulla fronte, si estendevano fin quasi a coprirgli parzialmente la vista poggiandosi sui suoi Persol classici neri.

Il suo declino era iniziato da quando la moglie lo aveva lasciato per Belpieri, il geometra.

Oh quanto lo odiava: lui, la sua Alfa station wagon 28 anni mai incidentata, il suo appartamento al Flaminio frutto di chissà quale eredità, dove adesso si scopava anche Bea: sua moglie.

Buttò la sigaretta che neanche aveva acceso, si infilò le scarpe, aprì la porta tenendola aperta quel poco per far uscire anche il fido animale, e si lanciarono in auto.

Lui in preda ad un raptus che pareva un Pompeo del miglior Pazienza, e Chester che ansimava allegramente.

Via dei Laghi, Raccordo, Flaminia, quella sua Audi Quattro dell’82 pareva un proiettile bianco rombante; mezz’ora ed era la sotto: sotto casa Belpieri.

Era tardi e quasi tutte le stanze del palazzo avevano le luci spente, chissà se stavano già dormendo.

Restò cinque minuti fermo in mezzo l’incrocio sul quale affacciava la palazzina, ad osservare non sapeva cosa. Poi ci pensò, gli occhi gli si fecero timidamente lucidi, sorrise, prese il telefono:

328*****41

– Pronto Signor Tonetti ? Vada a fare in culo.

Si fece una risatina, rialzò lo sguardo un’altra volta e di scatto si girò per non voltarsi mai più.