#Bozzolo

La sveglia puntata alle sei lasciata suonare e interrotta poco dopo, rumori ovattati spezzano il tepore del sonno e il caldo delle coperte. Le serrande alzate e la luce accesa, è ancora buio fuori, c’è nebbia, in cucina il caffè, la radio snocciola le prime notizie: dolore, morte, forse non ce la faremo. Sono i brividi del mattino ancora troppo presto o del mondo fuori, tanto minaccioso quando si ha così poco per sentirsi sicuri, ma è solo il pensiero di un attimo, non c’è tempo per pensare al mondo, anche se tornerà a chiedere il conto, dei sogni infranti, delle bugie, del sacrificio quotidiano e tuttavia silenzioso di rinunciare a se stessi. Ma non adesso. Ora tocca al tintinnare delle stoviglie, alle voci dei bambini che sgattaiolano da una stanza all’altra, la colazione e il profumo del latte caldo mescolato agli odori della notte che lentamente scivola via. Infine la morbidezza dei cappotti infilati in fretta, mani salde stringono mani più piccole e via, oltre il bozzolo fatto di movimenti lenti, abitudinari, di sorrisi a mascherare lo sguardo velato degli adulti, con la loro vita già scritta, e le parole rassicuranti distese come un mantello sul viso luminoso dei bambini che impareranno nel tempo come l’amore e la tenacia non rendano invulnerabili.