#Luciano

Ammira la sua BMW coupé. 

Ogni due settimane spolvera il cruscotto in radica, pulisce il lunotto, tira a lucido il volante, elimina gli aloni nell’abitacolo, sostituisce l’Arbre Magiqueverde: gli ricorda l’eucalipto dei suffumigi e i deodoranti usati nei gabinetti degli autogrill. Quell’effluvio lo mette subito di buonumore, miracoloso come il profumo di fiori di Padre Pio.

Pulisce i tappetini: Stamani mi gira un po’ la testa.

Suda. Si sente stanco: Eppure, non mi pare tutto sto gran caldo! 

Lo distrae un manifesto: Ma chi è ‘sto David Garrett? Violino in mano, capigliatura arruffata.  Più che suonare, pare abbia finito di trombare.

Siede sul sedile sportivo per riposarsi un attimo. 

Irrequieto, stringe il corno rosso portafortuna appeso allo specchietto retrovisore. Lo ha sempre protetto nella lunga carriera automobilistica. 

Suda. Respiro affannato. Sente un peso allo stomaco. Cerca di mantenere la calma. 

Rivoli di sudore scendono dalla testa calva, rigano il volto ceruleo. Impacciato sbottona la camicia e allenta la cintura per poter respirare meglio. 

La schiena è bagnata di sudore: la sente appiccicata agli indumenti e al sedile. 

Dove ho messo il cellulare? Mi pareva di averlo preso.

Non riesce a pensare a niente. 

Ha l’impressione che David Garrett si giri verso di lui, sorrida e con lo sguardo lo inviti a seguirlo. 

Ascolta: siamo come insetti, simili agli insetti, nel ritorno…

Ora Luciano sente lo scricchiolio croccante di quando si schiaccia sotto la suola uno scarafaggio.