#SuperSantos

Mi trovo al campetto, zona Bufalotta. I miei amici hanno comprato il Super Santos dal bangladino e stanno organizzando le squadre. E’ una giornata solare, ma il mio umore è nero, più della pece. Mi rode il culo, vorrei sparire, starmene solo con la mia tristezza.

Formazioni fatte. Io mi tiro fuori però, decido di starmene per i cazzi miei sul prato a guardare il cielo.

Inizia la partita, li sento ridere, continuano a invitarmi a giocare. Al terzo invito mi giro verso di loro e faccio partire un: “@$%&ç# Dio, me lassate perde?”.

Il sole e il venticello però non sono poi così male. Inizio a chiudere gli occhi, mi faccio trasportare dall’ambiente, anche le urla dei miei amici si trasformano in una bella ninna nanna.

Sto beato: “Aaaaa cazzo, come se sta bene! Che figata, oggi annullo i ricordi, ho deciso”. Neanche il tempo di pensarlo e mi arriva in viso una pallonata. Sì d’accordo, parliamo del Super Santos, ma questa è davvero la pallonata più forte che io abbia mai preso.

“Porca troia che tranva!” penso.

Mi alzo di soprassalto, mezzo rincoglionito. Apro gli occhi, mi giro verso gli altri che ridono e mi perculano. Invece di incazzarmi, mi sento stranamente libero, pimpante, attivo. Mi fa male il naso, forse esce anche un po’ di sangue, ma non mi importa. ME SO SVEJATO.

Non esito, mi sistemo un attimo, mi stringo bene i lacci delle scarpe e li raggiungo. Sono finalmente pronto.
“A belli, eccome, mo’ ve faccio vede come se gioca a pallone, iniziate a chiude le gambe va’”.