#Insonnia

Mi piacerebbe recuperare un telefono a ghiera, comporre il numero in una serie ripetuta di rotazioni e parlare nella cornetta con i buchini o entrare in una vecchia cabina con la tasca gonfia di gettoni, deng deng, le monete cadono oltre la fessura e i minuti a disposizione aumentano. Potrei organizzare una festa in garage, … Continua a leggere #Insonnia

#Sofia

Sofia camminava in riva al mare e ne sentiva il richiamo seducente, pericoloso, un mondo da scoprire, di cui desiderava far parte. Paura e ragione, invece, le indicavano la via del porto. Ogni notte ascoltava le onde, il loro mormorare lento o l’infrangersi violento contro la battigia. Una mattina di pioggia e bruma lasciò la … Continua a leggere #Sofia

#Parigi

Il freddo di Gennaio la vestiva di una bellezza austera. Le luci del Natale appena trascorso quasi del tutto scomparse dagli Champs Elisées ma l’incanto rimaneva, ovunque, intatto. Salendo sulla Tour Eiffel scoprivo i tetti della città mentre la neve scendeva piano per svanire giù, oltre la foschia. La ballerina con le sue calze a … Continua a leggere #Parigi

#Rintocchi

Ogni volta che la campanella della chiesetta in tufo rintoccava mi giravo nella sua direzione, sull'estremità bassa della collina e, con me, immaginavo tutti gli altri qui in paese, nel medesimo istante. Ci sono suoni che appartengono al DNA di una comunità, come il fischio del treno a valle, breve promemoria per chi voleva scappare … Continua a leggere #Rintocchi

#Ciambella 6

Afferrai la tazzina, mi tremavano le mani, impercettibilmente: «Saremo sempre in guerra, questa è l’unica certezza». L’avevo detto a voce alta senza pensarci, ero certa che lei capisse. Inaspettatamente uscì dal suo angolo e preparò un secondo caffè, dalla campana dei dolci si concesse una fetta di crostata alla marmellata addentandola al volo. "Faccio una … Continua a leggere #Ciambella 6

#Ciambella 2

Spinsi la porta, uno stanzone anni settanta con le sedute ancorate a terra da grossi bulloni, i sedili uno attaccato all’altro e i braccioli secchi. Mi accomodai non molto distante dall’ingresso, iniziavo a sentirmi stanca, troppo anche per leggere, fissavo il vuoto davanti a me, al di là della vetrata, la pavimentazione con i ventagli, … Continua a leggere #Ciambella 2

#Ciambella 1

Avevo perso il treno. La città mi aveva inghiottita, roboante, sontuosa. Una mattinata per ridere, passeggiare con la mia amica e parlare, finalmente vicine, prendendoci la mano e fare il punto - come dicevamo sempre al telefono - della nostra vita e del mondo. Ci eravamo salutate con un abbraccio, avevo inspirato a fondo: odorava … Continua a leggere #Ciambella 1